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Utente: IdaKrot
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sabato, 14 marzo 2009



Schegge/ Saltarellando.



Amabo-is-amabit e s'allungava il fiato nella corsa per far
spazio alle altre voci saltarellando ad alternanza sulle gambe,
come fanno le bambine.
Già scendendo dalle scale aveva inizio quell'accorata litania,
ce l'aveva quasi imposta l'insegnante"Se si vuole, pure mentre
correte..li  potete ripassare i verbi"-aveva sottolineato.
Non me ne sono liberata mai perchè se mi capita di dover
correre un pochino fa capolino quel dovere e s'affacciano
tutti quei verbi che vogliono essere portati in giostra
sulle gambe.
Certo che se li facessi ancora fuoriuscire si sentirebbero spaesati
e proverebbero un'opprimente nostalgia per i luoghi in cui
li facevo quasi dondolare, soprattutto per la stazioncina
della calabro-lucana che sapeva di desiderio di restare,
con tutti quei cardi e quelle spighe che crescevano ai lati
del ferro lucente del binario.
Invece non sono rimasta, e con tutti quegli Amabo-
laudabis e monebit,
cantarellati a perdifiato,
non avrei certamente scommesso che  giorni  a venire,
saremmo pure  precipitati eancora precipitiamo,in un pozzo
d' incultura e con tutti i sillogismi infilati nella testa
 per dedurre e analizzare e con gli occhi sempre più sbarrati.

Postato da: IdaKrot a 16:34 | link | commenti (24) |
\scritto breve


Commenti
#1    14 Marzo 2009 - 16:58
 
è vero si sentirebbero spaesati non solo perchè cercherebbero la stazioncina senza trovarla , ma soprattutto perchè in questa situazione di "fattorie e grandi fratelli" parlerebbero un linguaggio di alieni .E' meglio che se ne stiano dove sono al sicuro, amati da chi ce li ha dentro .... E' un bel sospiro questo tuo scritto e simpatica la sgambettante fanciulla
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ficundiana

#2    14 Marzo 2009 - 19:45
 
felice quella librante e primaverile allegria. Esprime in modo ingenuo e spontaneo il premere del consapevole e vitale mondo che arriva.
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#3    15 Marzo 2009 - 12:22
 
Portare in giostra, far dondolare sulle gambe parole-bambine... è bellissimo.

Come cambiano le cose... abbandonare il latino che sapeva di stantio, un tempo significava "andare avanti". Ora... c'è da sentirne la nostalgia.

"Amabo-
laudabis-monebit" - mantra di resistenza, che dici?
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#4    15 Marzo 2009 - 18:33
 
Ficundiana,a furia di tenere dentro...
il bello e il brutto c'è solo qualche piccolo lembo libero di pelle e anima.
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#5    15 Marzo 2009 - 18:35
 
Kreben,abbiamo peccato d'ingenuità davvero!Avremmo dovuto essere più accorti ,"i nostri stessi"sono diventati simili ,in parte a "loro".
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#6    15 Marzo 2009 - 18:37
 
Tèrez,grazie,tu sì che mi giovi...mi fai i complimenti ed io gongolo.
E' vero,ora quei verbi e in quella successione sono un mantra di resistenza....
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#7    15 Marzo 2009 - 19:35
 
Posso dire che il latino, senza essere presa per presuntuosa, è stato ed è ancora la mia seconda lingua? Non so perché, ma facilmente l'ho imparato, tanto che la professoressa non ci credeva. Traducevo quasi senza l'uso del vocabolario e al liceo i professori mi mettevano a fianco a loro perché non "passassi" ai miei compagni la traduzione. A volte, però, mi è riuscito lo stesso! Eheheheh :-). Finché il prof se n'è accorto e così, appena avevo finito, mi ritirava il compito e mi faceva uscire dalla classe. Così dovevo restare da sola in corridoio, a volte tutta la seconda ora a dusposizione. Noia mortale...
Da adulta ho dato ripetizioni; l'ho fatto anche per mia figlia che, alla terza declinazione, si è messa a piangere dicendo: "Ma come farò a risalire al nominativo quando mi troverò nel testo un nome di questa declinazione in un altro modo?"
E io le ho risposto: "Pedetemptim. Come abbiamo fatto tutti."
Bei tempi....
Grazie, Ida, per avermeli fatti ricordare in questa domenica di grande tristezza mia. Un bacio.
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#8    17 Marzo 2009 - 10:16
 
Ineluttabilmente oggi si casca sulla consecutio, sul congiuntivo che viene frainteso con il condizionale.
Allora erano bacchettate sulle nocche, oggi è slang
Che poi, a coniugare il verbo amare ci siamo impegnate al massimo, solo che gli altri non avevano avuto le bacchettate sulle nocche forse...
:)
Cum grano salis sta tornando, pare, la necessità di saltellare ancora cantilenando:
Amo, Timeo, Lego, Sentio....

:)))

utente anonimo

#9    17 Marzo 2009 - 18:26
 
Vero, sottoscrivo.
Viviamo in un momento davvero buio ... e nnn si vede luce ancora, luce che ci indichi l'uscita dal tunnel :(
Bellissimo post Ida, pura poesia del ricordo :))
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#10    21 Marzo 2009 - 08:23
 
E' bello constatare che il primo verbo che ti è presente sia "Amabo-is-amabit"
ciao
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#11    21 Marzo 2009 - 18:51
 
quei saltelli in cantilena ossessiva il cuore in energia cose difficili con amabo-amabis e rosa rosae rosis...puntiglio di imparare e ricordare , sono una nostra pelle ragazzina impressa sottotraccia ancora nella pelle d'oggi.e resteranno lì . per sempre. le stazioncine calabre o isolane Ida ci sono ancora .con i binari unici e i ferri dei binari che tremolano al sole . e dentro la stazione le panchine vecchie di legno aperte a spifferi di vento di porte sempre aperte . i verbi antichi amabo-is e le parole rosa rosis giocano lì con noi. bellissimo post Ida di quelli che vanno dentro pelle in modo buono
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#12    22 Marzo 2009 - 20:27
 
"Certo che se li facessi ancora fuoriuscire si sentirebbero spaesati
e proverebbero un'opprimente nostalgia per i luoghi in cui
li facevo quasi dondolare"
non è più quel tempo e quell'età,ma
io ci ho provato questa sera col pensiero al post a farli uscir di nuovo questi verbi dalla mente. dal presente al passato e poi al futuro ormai quasi scordato.stavo lì vicino al pozzo per poter dormire.
m'hanno teso la mano i verbi d'altra età a conciliare il sonno.
c'erano. sono stati. ora non più. ma qui al risveglio il pozzo è già lontano.un po'più in là. fino a domani.
"notte buona Ida
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#13    23 Marzo 2009 - 11:27
 
Michela,il latino piaceva pure a me ..ma quelle cantilene andavano oltre il piacere,te le portavi dietro e ti fanno ancora compagnia come scrivono Elis e Nheit.
Piero,semper amabo ma per certi...che meritano la M c'é solo il disamore.
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#14    27 Marzo 2009 - 18:33
 
ti fanno compagnia ancora. come il ricordo di quei salti nella corsa che accompagnavano il ripasso del latino. cose da grandi. strano verbo il primo amabo amabis/ detto così nei salti / come se fosse cosa vera.
sì ancora li sentiamo questi verbi sfida per diventare grandi
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#15    29 Marzo 2009 - 14:36
 
"io amavo, tu amavi, egli amava"
oppure "io amerò, tu amerai, egli amerà" non mi ricordo più! è passato troppo tempo!.. :)

ma io sono certa che Tu ami, io amo e Lui/Lei ama ancora!
(e quelle che vedo in un angolo sono bandiere?..)

Un abbraccione
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#16    29 Marzo 2009 - 16:46
 
Mai fatto latino.... ma amare... potremmo farne a meno?
Penso all'Amore, quello universale con la A maiscola .
Ciao Ida :))
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#17    29 Marzo 2009 - 18:50
 
sì possiamo farne a meno Perla .dell'amore con la a maiuscola .universale. infatti non c'è quasi. ma abbonda abbonda l'amore giornaliero esibito al pubblico come apostrofo a parola e guai a chi me lo tocca. e Ida che lo sa ripete da bambina amabo amabis nel futuro chè il presente amo amas amat non è poi tanto credibile
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#18    29 Marzo 2009 - 18:55
 
ssssss Ida sottovoce ma tu sai. non è giorno di amo amas oggi ma di calci sotto il tavolo .voglia di calci. grossi .universali, e pugni chiusi. mi fai un quadro da par tuo ?
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#19    30 Marzo 2009 - 18:08
 
Ciao Perla,all'amore universale credevo ma oggi....molto meno anzi quasi no.Ti abbraccio,Ida

Giovanotta...sono bandiere leghiste e forziste da cui scappo....!
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#20    30 Marzo 2009 - 22:10
 
Sentite Fanciulle, guardate che chiamamo in maniera diversa la stessa cosa... lo stesso A-more :))
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#21    31 Marzo 2009 - 06:16
 
molto meno /anzi/ quasi no///
molto/ meno /anzi/ quasi/ no/
moltomenoanziquasino/ m o l t o m e n o n z i q u a s i no ./ gioco di parole da fanciulli
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#22    01 Aprile 2009 - 20:58
 
I bambini, o i fanciulli, come li chiami tu Nheit, "giocano" sempre molto seriamente quando c'è pace e non ci sono le bombe e la guerra.
Quando arrivano gli aerei le madri cercano di tenerseli stretti stretti attaccati a sé, nei bunker dove vanno a rifugiarsi, perché quelle nuove creature, donate al mondo per dare al mondo un nuovo inizio, una vita nuova, per reinventare un'altra esistenza, non vengano uccisi e recisi prima che possano sbocciare.

Quando si mandano i bambini a fare la guerra, o dentro dei barconi che affondano, o in campi di concentramento, o nelle miniere a lavorare, oppure in fabbriche legati alla catena a cucire palloni, si toglie al mondo di ri-nascere.

Siamo andati "oltre". Meritiamo di scomparire.

Questo è il nichilismo di cui parlava Nietzsche che moriva agli albori del novecento. Folle, pazzo, malato è stato definito. Sia, ma ha visto molto, molto lontano....metto alla vita, a questa nostra vita di occidentali, i puntini di sospensione come ha fatto Morgan cantando Altrove che ho messo sul mio blog.
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#23    02 Aprile 2009 - 22:48
 
Si andava a scuola canterellando hic haec hoc, con quelle consonanti dure che parevano schiocchi per cavallini...:)
(che bello questo tuo testo, cara Ida)
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#24    05 Aprile 2009 - 08:11
 
Hic haec hoc hanno il suono degli zoccoli,Zena,mi suggeriscono una filastrocca per ricordare gli irregolari...Nheit,Michela
dic duc fac fer se ne andarono alla gher se non era per fio fis uccidevano volo vis...
Nelle filastrocche non si rispettano le consecuzio con congiuntivi,impera l'indicativo come nella vita ma solo per far finta.
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