Pane di Grano Duro

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Utente: IdaKrot
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venerdì, 27 febbraio 2009




Dire "pane"non basta, c'é pane e pane e non per gli occhi
soltanto pure per l'effluvio che penetra nel naso per poi
intattenersi nelle forme larghe e tonde nelle ceste.
Perché il grano é figlio della terra e proprio con quella
forma, con quegli odori tra le spighe, che le assomiglia nel
colore marroncino della crosta,un poco pure martoriata,
come il suolo del resto, dentro cui s'è generato, nella mollica
compatta e corposa che si sposa con le olive e con la cipolla
rossa.
Somiglia pure all'uomo,nella pelle secca secca per il sole
e che reca per lungo solchi che ,a ben guardare, girano
per il tondo o formano una croce, poiché la devozione
un tempo, veniva naturale e s'imprimeva ancora 
nell'impasto come fosse stata trasmessa col latte
della madre.
Almeno é così per il pane di grano duro e a mescolarlo
poi col calore delle mani e senza farlo lievitare , la crosta
diveniva pelle rugosa e pure raggrinzita e non certo per
un tempo lungo che l'aveva divorata...ma per l'impasto
e la cottura per cui s'era taciuta la ricetta.
Considerato che poi a "cercarla"dopo tanto tempo lei
la muffetta, non la si vide più, invano la cercavi per
i forni "é chista -indicando qualcosa di simile, 
ti rispondevano,ma di fronte al viso contrariato:
 signò, ma vui chi vuliti?
Già, che cosa volevo?

Postato da: IdaKrot a 16:21 | link | commenti (19) |
\scritto breve


Commenti
#1    27 Febbraio 2009 - 16:37
 
il ricordo dei pani sul "cannizzo" a casa di nonna è ancora vivo , come pure delle "crope" che venivano infornate prima ,per provare il forno ,...e che noi bambini mangiavamo con somma gioia e con una goccia di olio per sentire meglio il sapore del grano duro ....e stasera a cena mi tocca invece " una mantovanina al malto"".....oiboh!

bello tutto, come al solito ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ficundiana

#2    28 Febbraio 2009 - 06:52
 
Un'ungherese in terra di Lombardia sopravvive soltanto grazie ai supermercati i quali (grazie agli "immigrati") vendono anche pagnotte di grando duro. Fanno un "vero pane" anche alcuni "veri fornai", magari solo il sabato, ché certe "rosette" alla domenica arrivano in uno stato...
Pane, per me, è solo la pagnotta dove riesco ancora a vedere le mani di mia zia-madre che fa il segno della croce prima di tagliarla.

Quell'immagine di crosta pane-terra-uomo mi è molto molto cara.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente majara

#3    02 Marzo 2009 - 18:52
 
Che si vuole dal pane che è stato il nostro cibo preferito, forse perché altro non v'era; che si vuole dal pane che è ricordo di famiglia e fede (il segno della croce come dice Terez lo facevano anche le mie zie al paese);
che si vuole da quel pane che è stato sudore, fatica, dignità e decoro...
Certo, oggi sembra quasi strana la poca affezione a quelle forme mollicce che sembrano impastate con la gomma da masticare: emblema di una umanità globalizzata che ha scelto
di non essere.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente elisnelpaese

#4    04 Marzo 2009 - 10:06
 
A volte me lo faccio, il pane. Per inalarne il profumo prima ancora che per gustarne il sapore.
Facile facile. Gesti antichi e sempre uguali nei secoli.
Molto bello, come al solito.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dodo712

#5    04 Marzo 2009 - 20:25
 
Riguardo al pane, ho dei ricordi e dei profumi della mia infanzia che non so descrivere. Non credo fosse pane di grano duro, oppure grazie alla mia ignoranza semplicemente non lo so.
Erano "rosette" o "mantovanine" quelle che mia madre mi mandava a ritirare e io, strada facendo al ritorno, non riuscivo a non mangiarne almeno una, tanto era soffice, calda, appena sfornata...bei tempi:-)

Ida, riguardo a ciò che hai lasciato come commento al mio post di oggi:
GRAZIE.
non avrei saputo interpretare altrettanto bene come hai fatto tu il mio sentimento, i miei pensieri, la mia esasperazione.
Perciò il tuo quadro è andato in prima pagina. Ancora grazie.
bacio.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente michelavitturi

#6    04 Marzo 2009 - 20:47
 
Mi son perso una volta tra le spighe (più alte di me, bambino), eppur non provai paura "...con quegli odori tra le spighe...", come non ne provavo quando nelle notti afose mi straiavo nell'aia, ora sul cumulo di paglia, oppur di grano, ebbro "...per l'effluvio che penetra nel naso.."
Un abbraccio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pieroC

#7    07 Marzo 2009 - 10:37
 
il famoso "pane di grano duro".. :-)
sì, è bello ricordarne il profumo ai nostri nasi anestizzati..
Buon 8 Marzo, cara Ida.. sempre!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giovanotta

#8    08 Marzo 2009 - 09:59
 
Sono tornata a sentire quest'odore buono. Ciao, Ida:)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente colfavoredellenebbie

#9    08 Marzo 2009 - 14:16
 
"é chista -indicando qualcosa di simile,
ti rispondevano,ma di fronte al viso contrariato:
signò, ma vui chi vuliti?
Già, che cosa volevo"

Immagina Ida che un giorno per caso nel banco rivedi la muffetta
di giorni lontani. Dire "pane"non basta, cì è pane e pane e nessun pane mai avrà il sapore di quello lasciato cercato ancora col gusto impresso nei denti.muffetta.
magari lo trovi .però ho paura che sia diventata una chimera per sempre cercata. un pezzo di pane ah la storia dei giorni soltanto un pezzo di pane che racchiude una storia -
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#10    09 Marzo 2009 - 17:04
 
Sono grata per aver condiviso con tutte le persone "amiche del blog"questa sensazione-ricordo.
Mi complimento con Dodo che si fa il pane e con Piero che si é perso,scommetto volutamente tra le spighe.Michela la latitudine,in questo caso, non cambia un uso antico.Nheit, forse a starci un po' di più e durante l'inverno può davvero succedere che la trovi la la muffetta...
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#11    09 Marzo 2009 - 17:08
 
La devozione del segno a croce si ripeteva anche per l'impasto delle polpette-i vrascioli-perchè aumentasse con l'attesa l'impasto che non era mai abbastanza dato il numero dei figli allora..Elis,tèrez.
Un saluto odoroso per Col.
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#12    10 Marzo 2009 - 14:17
 
La trovi, la trovi, la muffetta... succede quando il pane ha dentro la crescenza e poi è messo sopra il "cannizzo" ad asciugare... da me c'è ancoraida, quel pane, e nei periodi di natale e pasqua si fa ancora la croce sopra....
Che dici, Ida, te ne mando un po'...? anche dopo giorni il suoprofumo è intatto come la sua consistenza che somiglia alla gente del sud: stratta su se stessa e con il cuore morbido nonostante tutto....
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#13    10 Marzo 2009 - 14:47
 
"stratta su se stessa e con il cuore morbido nonostante tutto"

cerchi le dissolvenze tanto si è abituate a veder sfumature a scavare a raccogliere tracce.però
in queste tue due righe Francesca non c'è dissolvenza. si vedono chiare . Ida, un saluto
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#14    10 Marzo 2009 - 16:42
 
Francesca...davvero?No, ti ringrazio,verrò ad assaggiarla là dove la fanno ancora per passeggiare su quelle strade vicino a Castelsilano, ricordi?
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#15    10 Marzo 2009 - 16:43
 
Ciao,Nheit,passeggera solitaria.
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#16    10 Marzo 2009 - 17:50
 
Va beh ragazze.... era strette ... ma a voi nn sfugge nulla!!!! :))))

Abituati alle dissolvenze Nheit, noi del sud lo siamo, specie noi donne del sud, ma capaci di essere ancora intere, senza sfumature:))))


Si che ricordo Ida :))
Ricordo e mangeremo insieme un po' di pane caldo, se lo vorrai.
Pane caldo con sopra un velo di olio fresco di macina... mai mangiato, Ida? Ha un sapore fruttato, quasi amarognolo... la merenda per chi ha poco ed apprezza quel poco che ha :)))


ps:non c'entra nulla, ma la scirubetta, fatta con la neve a "coccetti" da me si fa anche con il miele. Venerdì è nevicato, ha fatto una neve così, ho mangiato la scirubetta e ti ho pensato, Ida :))
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#17    11 Marzo 2009 - 18:20
 
Francesca,sei stata carina davvero... mi ha giovato ;non é facile essere donna là dove sei ma non credere che lo sia stato qua dove sono ora io perché oltre ai problemi politici sociali e personali c'è il disadattamento,i primi dieci anni e più una sorta di razzismo,quasi pari a quello che si riserva ora allo straniero.Ti manca la tua terra e la tua gente sempre ma anche quando sei straniero anche per te stesso.
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#18    11 Marzo 2009 - 19:51
 
Ida, condivido parola per parola quello che hai scrittomell'ultimo commento.

Se vuoi e se hai tempo, passa da me.
Oltre ai militari in spiaggia per la quale si è scatenata una polemica fra AN e la Lega di cui parlerò, c' anche una sorpresa (se non l'hai già vista) per te...ti ricordi quel fenotipo nordico di cui ti parlaavo?;-)
a presto,
bacioni.
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#19    12 Marzo 2009 - 22:37
 
Revocato e libero.
un abbraccio
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